1. Calabria
La Calabria costitu� sempre nel passato un richiamo per genti straniere.
Fin dai tempi pi� antichi sono passate e si sono susseguite in Calabria tutte le civilt� mediterraneo-europee, con un susseguirsi ininterrotto di elementi etnici svariati, che sono stati l�ostacolo maggiore alla continuit� storica, etnia e civile del popolo calabrese nel corso dei secoli.
A questa processione di popoli sul suolo calabrese diede una mano la stessa conformazione geografica della regione e la sua posizione nel mar mediterraneo, nel quale si adagia con oltre 780 chilometri di coste (pari al 19,1% del perimetro costiero dell�intera penisola) di facilissimo approdo.
A tali coste guardarono sempre con mire egemoniche tutti quei popoli che, di mano in mano, si contesero il primato del mediterraneo: gli egizi, i fenici, i greci, i cartaginesi, i romani, i bizantini, gli arabi, i normanni, gli svevi, gli aragonesi, i francesi gli spagnoli, ecc..
Gli stessi nomi con cui nell�antichit� venne chiamata la Calabria (Ausonia, Enotria, conia o conia, magna Grecia, ecc..) non fanno altro che testimoniare la varie popolazioni che si sono succedute sul suolo.
Hanno ragione, pertanto, due storici tedeschi, a definire la Calabria �una terra di transito�.
2. I saraceni alla conquista della Calabria
Nell�VIII secolo inizia la pagina pi� triste della storia calabrese: da questo tempo in poi cominci�, infatti, il periodo delle invasioni saracene, che imperversarono nella regione per un arco considerevole di tempo e devastarono periodicamente la Calabria, impedendone ogni pacifico sviluppo.
Tuttavia, nonostante i danni arrecati a uomini e cose, occorre ricordare che le incursioni saracene si conclusero con una grande vittoria per le genti di Calabria; gli arabi poterono conquistare l�intera Spagna o la Sicilia, ma non la Calabria; poterono saccheggiare le nostre terre indifese, ma non stabilirvisi da dominatori; furono, insomma, fastidiosi predoni, ma non diventarono mai signori della Calabria.
L�ostinata reazione delle popolazioni rese impossibile ogni insediamento ed imped� loro di dilagare per l�Italia ed arrivare fino a Roma.
Tra il IX e il X secolo, i saraceni, in un�imponente azione offensiva, conquistarono la Spagna meridionale e la Sicilia, divenendo cos� padroni di quasi tutto il mediterraneo.Dalla Sicilia, dove si erano insediati in maniera stabile, i saraceni partivano per devastare le coste dell�Italia meridionale.
In qualche caso essi riuscirono a porre alcune loro basi anche nei territori occupati sul continente e a costruirvi delle roccaforti (Amantea, Tropea, Squillace, ecc..) da cui si lanciavano saccheggiando e fare razzie di uomini e cose.
La popolazione calabrese, che dai tempi antichissimi della Magna Grecia aveva disposto i suoi insediamenti urbani lungo le coste ioniche o sulle colline declinanti verso il mare, non pens� mai a predisporre mezzi di protezione e di difesa contro probabili invasioni provenienti dal mare.
N� la corte di Bisanzio, dalla quale quelle terre dipendevano, pens� mai ad un�aggressione esterna dal mare.
Per oltre un secolo le scorrerie misero a dura prova le popolazioni costiere.
Nell�anno 871 i saraceni, provenienti dall�africa, intensificando al massimo i loro attacchi, invasero tutta la Calabria. La situazione dovette essere veramente assai grave se n� nell�885 Basilio I, imperatore di Bisanzio, decise di prendere delle contromisure mandando una spedizione militare agli ordini del valoroso �Niceforo Foca�: egli conquist� tutta la Calabria e cacci� i saraceni dalle tre colonie saracene di �Amantea, Tropea e S. Severina�. A suggello dell�impresa, ma anche in una posizione strategica di difesa, fond� sopra tre colli la citt� di �Catanzaro�, destinata a chiudere l�istmo insieme con Neocastron (Nicastro).
Finita la missione di Niceforo Foca, si registra, per�, un�invasione di saraceni provenienti dalla Sicilia, senza che alcuna forza militare li possa contrastare. Tutta la Calabria, da Reggio C. a Cosenza, cade in mano saracena. Soltanto la morte del califfo �Ibraim-Ibn-Ahmed�, colpito da un folgore mentre assediava la citt� di Cosenza, ferma la spinta conquistatrice saracena.
Dopo altre incursioni e devastazioni, nel 950 i saraceni occupano tutta la Calabria, mentre soltanto alcune citt� continuano a rimanere in possesso del governo di Bisanzio, che per esse paga un tributo ai saraceni.
Proprio il mancato pagamento di tale tributo e il tentativo di riscossa dei bizantini furono l�occasione per l�incursione del 951: i saraceni invasero in massa una buona parte della Calabria sotto la guida dell�emiro �Hasan-Ibn-Ali��, che decise di votare allo sterminio le citt� calabresi.Solo poche citt� � tra cui Cassano, Rossano e �Gerace� � si liberarono dalla rovina e distruzione con denaro e ostaggi.
Un�altra scorreria venne attuata nel 976 da �Abu-L-Kasem� che risal� tutta la Calabria fino a Cosenza, distruggendo quel poco che era rimasto o quel poco che era stato ricostruito. Cosenza fu assediata per parecchi giorni e l�assedio fu tolto solo dietro il pagamento di una forte somma.
Intanto, nel 980 l�imperatore �Ottone II � rivendic� a s� i territori della Calabria meridionale che facevano parte dell�eredit� della propria moglie �Teofania�. Basilio II cerc� come alleati contro �ottone�, che scendeva con un forte esercito, proprio i saraceni della Sicilia. Nel 982 i saraceni passarono cos� di nuovo in Calabria guidati da �Abu-L-Kasem�. La battaglia tra i due eserciti infuri� nella marina di �Stilo� il 13 luglio 982; l�esercito imperiale fu accerchiato e fatto a pezzi e lasci� sul campo quattromila morti; �Ottone II� si salv� a stento con la fuga e con una nave arriv� a Rossano;
�Abu-L-Kasem� fu ucciso. I saraceni, per�, non seppero sfruttare la vittoria e si ritirarono in Sicilia.
Le incursioni nelle terre nelle terre della vicina Calabria sono state una costante della politica dell�emirato di Sicilia: ogni emiro riteneva suo preciso compito mettere il massimo impegno nel portare a termine operazioni di scorreria, considerate dai saraceni normali operazioni di guerra.
3. Origini di Guardavalle
Quando sorse Guardavalle?
Non si e� parlato senza motivo delle incursioni saracene: esse hanno visitato morire molte citt� e ne hanno fatto sorgere altre. La necessit� di sfuggire ai ripetuti attacchi e di ripararsi dalle sanguinose aggressioni, ma anche l�avanzare della malaria nelle campagne che non venivano pi� coltivate: furono queste le cause che spinsero parecchie citt� della Calabria a cercare rifugio e riparo in luoghi pi� sicuri.
Nell�VIII secolo venne abbandonata Locri e sorse Gerace; dall�antica Caulonia gli abitanti si rifugiarono a Stilo; scomparve Tempsa e sorse Nicastro; Rossano soppianto l�antica Turii.
Anche le origini di Guardavalle sono certamente da collegarsi al triste fenomeno delle incursioni saracene. Lo suggerisce la posizione geografica in cui sorse il paese: anche dopo aver raggiunto, ai nostri giorni, un incremento demografico maggiore del passato, Guardavalle non si vede da nessun posto se non quando ci si trova gi� dentro. Una posizione davvero invidiabile per porsi al riparo dea eventuali ed improvvise incursioni dal mare.
Ma quando un gruppo di persone cerc� rifugio in questa valle?
Allo stato attuale dei documenti non e� possibile stabilire una data esatta. Pu� essersi anche trattato di un rifugio a cui si ricorse pi� di una volta, e la sicurezza pi� volte sperimentata indusse molti a scegliere definitivamente quel luogo.
L�epoca che sembra godere di maggiore attendibilit� per il sorgere del paese e� l�ottavo-nono secolo; in ogni caso, Guardavalle e� sorto certamente prima del mille, per il motivo che dopo il mille, le invasioni saracene cominciarono a perdere la loro forza espansiva.
Da dove provenivano i primi abitanti di Guardavalle?
E� probabile che la madrepatria sia stata Stilo, anche per la comunanza di cognomi che si registra, tra i due paesi limitrofi.
4. Prime notizie su Guardavalle
Sin dall�inizio della sua storia Guardavalle � Casale di Stilo insieme con Pazzano, Stignano, Riace, Camini.
Questi cinque centri facevano parte della Contea di Stilo o, come si soleva dire allora, dell�universit� di Stilo.
La parola �casale� deriva dal tardo latino e significa agglomerato di case in aperta campagna, villaggio. Pi� casali formano l�
�universit�, cio� quell�unione di cittadini che oggi si chiama comune.
Il primo documento ufficiale che nomina Guardavalle risale al 1145.
Guardavalle fece parte dell�universit� di Stilo fino agli inizi del 1800, cio� fino a quando furono sciolti i casali e istituiti i comuni.
Nel 1811 Guardavalle divenne un comune indipendente, con capitale in Monteleone. Il comune conserv� la propria autonomia anche dopo il decennio in cui erano al potere i francesi.
5. Gli abitanti di Guardavalle (1871 � 1951)
Gli abitanti di Guardavalle sono detti guardavallesi.
Numero degli abitanti nei vari periodi:
| ANNO | POPOLAZIONE | MATRIMONI | NATI |
| 1871 | 3561 | 28 | 139 |
| 1881 | 3495 | 34 | 131 |
| 1891 | non rilevata | 27 | 171 |
| 1901 | 4005 | non rilevati | non rilevati |
| 1911 | 4611 | non rilevati | non rilevati |
| 1921 | 4624 | non rilevati | non rilevati |
| 1931 | 5317 | non rilevati | non rilevati |
| 1936 | 5681 | non rilevati | non rilevati |
| 1948 | 6725 | non rilevati | non rilevati |
| 1951 | 6874 | non rilevati | non rilevati |
Il comune di Guardavalle, oltre ad essere composto dal capoluogo comprende sei frazioni: Pietracupa, Elce della Vecchia, Pietrarotta, S. Stefano, Sciordill�, Vinciarello (oggi Guardavalle Marina).
6. Vinciarello (oggi Guardavalle Marina)
Guardavalle Marina � la frazione pi� importante in quanto � uno scalo ferroviario, � sul mare e quindi durante l�estate diventa un discreto centro balneare. Nel 1956 arrivarono in Marina le prime famiglie.
GUARDAVALLE (sintesi)
Guardavalle e� una cittadina della costa jonica, al confine sud della provincia di Catanzaro.
Sorse intorno all�anno mille, quando gli abitanti della marina, per sfuggire alle incursioni �dei saraceni�, per evitare le paludi malariche, prodotte dall�esodo umano, per assicurarsi l�approvvigionamento dell�acqua potabile, si trasferirono nell�incavo di una vallata del monte �consolino�, degradante verso il mare: un�area geograficamente omogenea, capace di assicurare la vista dell�insidiata marina, la luce solare, ma atta anche a conservare la memoria collettiva, gli antichi vincoli umani e sociali, l�identit� culturale dei fuggitivi, scossa dal forzoso sradicamento.
Nel 1736 contava 709 famiglie con2678 abitanti, ed aveva un gran numero di sacerdoti costituiti in �comuneria�, con a capo l�arciprete.
Nel 1753 le famiglie divennero 230 e gli abitanti 2414. In occasione del terremoto del 1783 furono contate 2918 persone e si ebbero solo due vittime, un uomo ed un bambino, i danni invece furono stimati intorno ai 40.000 ducati.
Il movimento repubblicano del 1799 fu respinto da Guardavalle, come da altri 50 paesi del catanzarese. L�ordinamento amministrativo del generale francese �championnet� di quell�anno, dava autonomia comunale a Guardavalle, staccandola da Stilo e assegnandola al cantone di �satriano�.
Con la legge 19 gennaio 1807 ed il decreto 4 maggio 1811, Guardavalle veniva riconfermata come �universitas� comunale.La popolazione di 2556 unit� del 1815 e� andata sempre pi� crescendo, fino a raggiungere i 6690 abitanti nel 1951.
Nel referendum istituzionale del 1946, Guardavalle si espresse per la �repubblica� con 1769 voti contro 1124 favorevoli alla monarchia. L�economia
E� basata sull�agricoltura e sulla piccola industria artigianale.
7. GERACE
Sorge su una collina, a circa 480 metri s.l.m..
Citt� d�arte, definita la �Firenze del Sud�, � anche denominata �Citt� santa� per le sue chiese, i vari conventi ed i monasteri di un tempo, vere fucine di cultura e di spiritualit�.
Per oltre un millennio fu la capitale politico-culturale e religiosa dell�intero comprensorio, per moltissimi secoli fu sede vescovile, fino alla fine deggli anni cimquanta.
Con decretoministeriale � stata dichiarata �centro di interesse storico�.